Viva Voce, 2016

Viva Voce, 2016
Un progetto di Barbara Baroncini, Laura Bisotti, Simona Paladino, Gabriella Presutto
performance collettiva
2016
Piazza dei Colori, Bologna

www.facebook.com/azionevivavoce

 

«… Già il nome: Viva Voce, lo vedo bene in Piazza dei Colori… potrebbe essere un bel segno! Un trauma per questa piazza!» Livio, Associazione MakeinBo

Viva Voce è un progetto a carattere partecipativo pensato per Piazza dei Colori, nella periferia nord-est di Bologna. In questo luogo nasce l’idea del progetto, che si è sviluppato in un continuo confronto con i suoi abitanti e con i suoi spazi così ampi e così silenziosi.

«Io non abito in quella zona lì… cioè quando ci vado, sembra di essere nel deserto… vedi soltanto una foglia cadere, bona, non c’è più nessuno, non si sente niente. Invece di notte… prima ci sono un po’ di persone poi le mandano via perché fanno casino e dopo non c’è proprio più nessuno in piazza.» Matteo, IV elementare, Scuole Tempesta

Una lunga piazza frutto di un progetto edilizio degli anni ’80, che con il passare degli anni ha perso la sua funzione di “grande cortile”, diventando un’area poco conosciuta dai bolognesi e poco frequentata anche da chi vive nei dintorni. Nell’assenza di voci umane, predomina un sottofondo di rumori di traffico dalla tangenziale.

«La piazza, quando sono venuto ad abitare nel 1987, mi è piaciuta perché era un luogo ideale per i bambini e per i condomini che abitavano qua… si aveva la sensazione di stare un cortile, in un grande cortile.» Luigi, presidente del Centro Sociale Croce del Biacco

Viva Voce nasce con l’intento di rompere il silenzio di questa parte di città, di riempirla di persone e del suono delle loro voci. Una performance collettiva costruita insieme a coloro che hanno scelto di aderire al progetto.

«Dare vita alla piazza con la presenza di diverse realtà: se avremo modo di condividere queste differenze nello spazio, creeremo ricchezza.» Jamila, Centro di Cultura Islamica

La performance è stata una sequenza di poche semplici azioni: ogni partecipante ha portato la sua sedia da casa e ha preso posto nello spazio pubblico. In seguito, alzandosi uno dopo l’altro, ognuno ha pronunciato la vocale «aaa», mantenendo il suono sino a riempire la piazza di voci.

«Le cose semplici a volte sono le più belle e coinvolgenti, perché se le persone devono ricordarsi di fare solo tre cose semplici “sono dentro”, sono diventate performers a quel punto!» Steve Piccolo, artista

«Scusi? Qual’è lo scopo di questa voce, di questa Viva voce? Qual’é il fine? Per quale motivo noi dobbiamo emettere questa… » Liliana, Centro Sociale Croce del Biacco

I gesti della performance sono stati pensati come una struttura aperta al confronto e alla possibilità di essere messa in discussione dai partecipanti stessi. La fase precedente all’evento è stata un lungo processo di coinvolgimento delle persone del territorio, con una serie di incontri con i residenti della zona, le associazioni, i centri ricreativi, le scuole e le strutture di accoglienza. Un’occasione di confronto sul senso di un’azione collettiva per riunire tante voci in uno spazio pubblico, tra la nostalgia di chi ricordava le chiacchiere tra vicini, la paura di attraversare un luogo che sembra diventato troppo ampio e sconosciuto e l’incredulità di chi ha visto le piazze riempirsi solo in tv, quando ci sono le persone ‘importanti’.

«Posso dire una cosa: nella piazza affollata ci devono essere persone importanti per essere felici… per far perdere la testa!» Marco, IV elementare, Scuole Tempesta

«Il punto è adeguare la propria emissione al contesto: dipenderà dal proprio vicino il tipo di trasmissione che ci sarà tra i partecipanti.» Massimiliano Colletti, Radio Città del Capo

Nel corso degli incontri spesso è sorta questa domanda: «Perché “a”?»
Con un’inversione dei ruoli, l’interrogativo era rigirato all’interlocutore stesso: cosa può significare? Cosa puoi comunicare? Cosa vuoi esprimere? Si apriva così uno spazio di dialogo e di confronto sui contenuti per riempire di significato quella «a», di per sé solo un suono che, pronunciato ad alta voce tutti insieme, potesse essere una dichiarazione di presenza.
Il suono di una semplice vocale, la prima dell’alfabeto, ha azzerato le differenze linguistiche e la comunicazione verbale stessa ed è diventato espressione di un’azione condivisa. La «a» è dunque un contenitore, quello che c’è nella «a» è quello che ognuno ha portato: un pensiero intimo, una riflessione personale o anche solo la propria presenza fisica espressa in forma sonora.

«Aaaaaaaaaaaaaa…»

Il giorno della performance, Piazza dei Colori ha risuonato per alcuni minuti di voci. Prendere posto all’interno della piazza e far sentire la propria presenza ha stimolato un’idea diversa dell’abitare la città. Un desiderio di partecipazione espresso anche da chi ha guardato e ascoltato la piazza dalla finestra della propria abitazione.

«Possiamo fare anche la “O”?»

Con questa richiesta è iniziata la seconda parte della performance.
Dopo aver eseguito ciò che era stato loro richiesto, i partecipanti hanno preso possesso del luogo e del progetto, reinterpretando spontaneamente la breve struttura della performance per dar voce ad altri suoni. Dopo la “O” è seguita la richiesta di pronunciare anche una “I” ed infine “Ohm”. Queste richieste apparentemente ludiche, hanno espresso la necessità di dare voce alla propria presenza in quel giorno e in quel luogo. Abolita la gerarchia delle parole, l’emissione di questi suoni ha scavalcato la frontiera del paesaggio linguistico interiore di ciascun individuo. Non più barriera, ma mezzo di trasmissione di voce in voce. Semplici vocali o suoni codificati come l’ohm hanno segnato un passaggio importante: chi si trovava in piazza in quel momento non era più semplice esecutore ma autore della performance stessa.

 

Progetto realizzato con il patrocinio di:
Comune di Bologna, Quartiere San Donato – San Vitale, INCREDIBOL! – l’INnovazione CREativa DI BOLogna, Accademia di Belle Arti di Bologna

Con la collaborazione di:
Arca di Noè Società Cooperativa Sociale – Casa Rivani, Ass. Angolo B, Ass. Arti & Restauro Onlus, Ass. Coro Stelutis, Ass. Mattei Martelli, Ass. MakeinBo, Ass. Teatrino a due pollici, Cantieri Meticci, Centro Giovanile Mattei Martelli La Saletta, Centro Sociale Culturale Croce del Biacco, Centro di Cultura Islamica, Cooperativa Sociale Onlus CEMI, Scuola dell’Infanzia Villetta Mattei, Scuola Primaria Livio Tempesta, Tavolo di progettazione partecipata del Quartiere San Donato-San Vitale – gruppo Croce del Biacco – Piazza dei Colori

Video e foto di:
Irene Fenara, Francesco Grazioli, Serena Magagnoli

Un ringraziamento particolare a:
Massimiliano Colletti, Francesco Grazioli, Luigi Luccarini, Steve Piccolo, Silvia Vacchi, Stefano W. Pasquini

 


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